Durante il Consiglio Agricoltura a Bruxelles, il ministro Francesco Lollobrigida ha avanzato la richiesta di utilizzare la Riserva agricola dell’Unione Europea per finanziare misure eccezionali a sostegno del settore olivicolo. Successivamente, nel corso del suo punto stampa, il ministro ha posto l’accento anche sulla tutela dell’alta qualità della produzione nazionale, criticando gli accordi commerciali passati con paesi terzi e sollevando il tema della revisione delle quote di importazione a dazi zero. Tra queste rientrano le 56.700 tonnellate annue previste per la Tunisia e il “regime di perfezionamento attivo” (che consente l’ingresso di olio non UE senza dazi per la successiva trasformazione e riesportazione). Secondo Lollobrigida, per fronteggiare gravi crisi di mercato si dovrebbe valutare una contrazione di tali accordi a dazio zero, analogamente a quanto fatto in passato per il settore dello zucchero.
Ma la risposta del commissario europeo Christophe Hansen è stata netta.

Sulla Riserva agricola Hansen ha precisato che i fondi della riserva per quest’anno sono già esauriti e impegnati per altre crisi discusse in Consiglio. Di conseguenza, eventuali interventi potranno essere valutati soltanto per la prossima stagione, subordinatamente all’invio da parte degli Stati membri dei dati concreti necessari a quantificare i danni.
Sulla questione dei dazi zero, il commissario ha evidenziato che Lollobrigida, durante la riunione ufficiale del Consiglio, non ha menzionato né la Tunisia né l’ipotesi di rivedere le importazioni a dazio zero (temi emersi invece solo nel punto stampa del ministro). La Commissione resterà dunque in attesa di esaminare la formulazione esatta che il governo italiano presenterà in una futura comunicazione ufficiale.
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